Sconfiggere trashing

Come sconfiggere il trashing?

Il trashing è una tipologia di truffa che consiste nel risalire ad informazioni riservate attraverso il setacciamento dei rifiuti della vittima.


Parlando di dati, secondo un sondaggio realizzato da “Adiconsum”, oltre il 60% degli intervistati non conosce il problema e il 55% non sa come proteggersi. Inoltre, dallo stesso sondaggio è emerso che quasi una persona su quattro è vittima del trashing per un danno medio di 350 euro.

Molto spesso capita di strappare a metà e gettare nella spazzatura una ricevuta, uno scontrino, dati personali e pezzi di carta con le proprie generalità, senza rendersi conto che questo è il primo passo da compiere per diventare vittime di trashing. L’immondizia infatti è la principale fonte a cui attingono i criminali per rubare i dati personali, sia per creare false identità sia per tentare di attingere dati di accesso a conti correnti o accedere ad informazioni strettamente riservate. Nome, cognome, numero di telefono, codice fiscale, indirizzo o codici di accesso alla casella di posta elettronica: in possesso di queste informazioni, il malvivente può ad esempio modificare i riferimenti di contatto in un conto bancario, richiedere libretti assegni o una carta di credito e prosciugare il conto corrente, oppure più semplicemente aprire un conto telefonico.

Per capire l’entità del fenomeno è utile riportare lo studio del RISSC (Centro ricerche e studi sulla sicurezza e la criminalità) svolto qualche anno fa. Il progetto, denominato “Identity Trash”, si è svolto a Schio – un comune di circa 39.000 abitanti in provincia di Vicenza – e ha esaminato la spazzatura di 954 famiglie e 172 aziende, riscontrando documenti significativi in più del 42% dei sacchetti analizzati. E’ stato così possibile ricostruire situazioni finanziarie e reddituali ed anche recuperare documenti sottoscritti con firme in originale, dati di autovetture, pin di bancomat, codici di carte di credito, in alcuni casi addirittura di interi nuclei familiari.

E quante volte si è sentito di persone che si sono viste recapitare sanzioni per infrazioni stradali in luoghi di cui ignoravano l’esistenza? Ecco, un altro risultato che può derivare dal trashing.

Questo fenomeno però deve e, soprattutto, può essere fermato attraverso la prevenzione. E’ utile, come ribadito più volte dal Garante della Privacy, adoperarsi per far sì che i documenti con informazioni riservate, una volta che si voglia disfarsene, siano trattati non come semplice “rifiuto” ma come “informazione”.